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La parola tristezza deriva dal latino tristis: un aggettivo che comprende una moltitudine di significati

“Infelice”, “torbido”, “losco”, “austero”.

Capisci quindi che si tratta di un’emozione che fa da contenitore a tanti altri sentimenti, più o meno sfumati.

Si avvicina alla rassegnazione e all’accettazione di un fatto o di un evento che è ormai irreversibile (o almeno così ci sembra).

È un’emozione che tipicamente proviamo dopo una perdita o in seguito ad una delusione.

Ti ricordi, lo abbiamo già detto, che non ci sono emozioni positive o negative?
Abbandona l’idea di questa polarità, e sostituisci queste etichette con piacevole e spiacevole.

La tristezza è un’emozione spiacevole, diciamocelo.

Forse è quella in cui io mi sento meno comoda, a pensarci bene …

Oltre ad essere poco piacevole, è un’emozione culturalmente evitata – la evita pure  Ornella Vanoni!

Così, quando ti senti triste, alla sensazione spiacevole di quest’emozione si aggiunge un senso di colpa, o di vergogna, dettato dalla riluttanza culturale – che è quella che porta qualcuno a dire ai bambini “non essere triste!”.

Ma reprimere le emozioni rischia di farle crescere a dismisura.

È un po’ come mettere la polvere sotto il tappeto: dopo anni che lo fai, arriverà il benedetto giorno in cui lo dovrai portare a lavare o lo vorrai cambiare, no?

E sarà lì, che alzandolo, ti renderai conto del cumulo enorme di polvere che ci hai nascosto sotto per anni. E ti maledirai per non averlo fatto prima.

Allontanarti o tenere lontane le emozioni ti porta sempre più distante dalla vera persona che sei, dalla parte più autentica ed integrata di te.

Perchè ignorare le emozioni in cui ti senti a disagio ti porta ad ignorare TUTTE le emozioni: quindi anche quelle piacevoli, gioiose, soddisfacenti ed entusiasmanti le sentirai con meno intensità.

Cos’è questo, se non allontanarti dalla tua vita?

Solo perchè è dolorosa, non significa che vada ignorata.

Devi invece permetterti di provare la tristezza.

Ne hai tutto il diritto ed essa, come tutte le nostre emozioni (si parla sempre di persone sane), emerge per dirti qualcosa.

Qual è il suo messaggio?

Può aiutarti a capire (o a ricordare) che cosa davvero conta per te, che cosa dà un senso profondo alla tua esistenza.

Contattare quest’emozione, riconoscerla e stare ad ascoltarla può farti sentire un maggiore radicamento e una maggiore aderenza alla persona che sei.
Una maggiore autenticità.

La tristezza ti permette di radunare le forze, anche se sembra svuotarti.

Ti permette di ritirarti (spesso, infatti, quando siamo tristi, non vogliamo vedere nessuno e stiamo rintanati nel nostro mondo), ti protegge mentre riposi e ti consente di ricaricare le batterie, per adattarti alla nuova versione di te o alla nuova situazione che ti aspetta.

Entrare in contatto con tutta la gamma delle emozioni che provi ti permette di vivere pienamente la tua vita e di godere di tutte le sfaccettature che essa ti offre, di crescere e di evolvere come essere umano.

La tristezza, come tutte le emozioni, è temporanea: va, viene, in alcuni periodi ti fa visita più spesso, in altri sembra abbia dimenticato dove abiti.

Come entrare in contatto con lei e ascoltare quello che ti vuole raccontare?

Quando arriva, se puoi, fermati e dalle attenzione: chiudi il telefonino, il pc, dalle attenzione come se fosse una persona a te cara.

Non analizzare troppo, non è utile: rimani in ascolto, sospendi il giudizio, accoglila.

Ascoltala con curiosità e con fiducia: è la TUA tristezza, è emersa per portarti un messaggio, non per farti del male.

Comincia con 5 minuti, poi aumenta il tempo via via che prendete confidenza: ricordati, non è tempo perso, ma tempo ben investito, sul tuo benessere e sulla tua vita.

Puoi anche utilizzare la tecnica della scrittura.

Scrivi cosa ti ha causato tristezza: un pensiero? un evento?

Ricordati che non è una persona che può causarti un’emozione: eventualmente una persona può scatenare un pensiero, ed è questo che provoca l’emozione, o questa persona ha fatto un gesto, ed è il gesto in sé ad attivare la tristezza.

Scrivi come hai gestito la tristezza: quali azioni hai compiuto oggi?
Quali hai compiuto fino a ieri?

Queste semplici domande aumenteranno il tuo livello di consapevolezza, così che tu possa optare per alternative diverse e sempre più efficaci.

 

Se vuoi lavorare con me su questo aspetto, contattami: ti aspetto a cuore aperto.